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COMUNICARE IL CIBO @ FESTIVAL DELLA COMUNICAZIONE DI CAMOGLI 6-9 SETTEMBRE 2018

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Il weekend appena trascorso è stato rappresentato da un evento molto interessante sia per la splendida location che lo ospitava che per gli argomenti approfonditi: si tratta del Festival della Comunicazione che si svolge tutti gli anni a Camogli (Genova) dal 2014 (http://www.festivalcomunicazione.it/festival-2018/).

Il Festival, ideato dalla geniale mente dello scrittore e semiologo Umberto Eco e dell’esperto di editoria multimediale Danco Singer (http://www.framecultura.it/bio-danco-singer/), giunto alla sua 4^ edizione, aveva come filo conduttore per il 2018 il tema delle Visioni.

Visioni intese come: “[…] narrazione, sogno, fantasia, talvolta illusione ed inganno. […] Le grandi innovazioni della storia e le scoperte della scienza derivano da menti visionarie che, spostando l’orizzonte delle capacità presenti, fissano nuovi traguardi. L’arte, la scrittura e la musica, spesso contaminandosi a vicenda, ci mostrano in atto universi possibili, alternativi e complementari e arricchiscono così le visioni del presente, perché possiamo immaginare futuri diversi.”

Gli ospiti che si sono alternati infatti, passando dalla filosofia, all’editoria, alla tecnologia, alla cucina, nell’arco dei quattro giorni intensi di incontri, hanno espresso il loro punto di vista riguardo questo tema.

Molto stimolante è stata l’intervista/intervento dello chef stellato Davide Oldani (http://www.cucinapop.do/it/davide-oldani) effettuata dal giornalista e conduttore televisivo Pierluigi Pardo.

Con lo chef Davide Oldani

 

L’argomento della sua trattazione si intitolava “Mangia come parli” dal nome del programma radiofonico trasmesso su Radio 24.

Lo chef, allievo celebre del maestro indiscusso della Nouvelle Cuisine italiana Gualtiero Marchesi, recentemente scomparso, ha iniziato parlando della sua esperienza lavorativa, come è nata ed è evoluta fino a diventare un esponente della cucina “Pop”, vera e propria filosofia gastronomica in cui il cibo viene studiato e reinterpretato andando oltre l’idea tradizionale pur però mantenendo intatta la sua identità .

Si è passati poi al significato della “stagionalità” dei prodotti agricoli, fondamentale non solo per non forzare il ritmo naturale della terra garantendo quindi anche qualità e genuinità al consumatore finale ma anche per una questione di creatività in cucina: perché cucinare sempre le stesse cose se la natura ce ne fornisce di svariate a seconda del periodo più adatto?

Poi si è soffermato sul ruolo chiave dello chef come maestro e divulgatore a favore dei giovani cuochi in un momento di grande saturazione dovuto anche all’esplosione di programmi televisivi gastronomici: non è così nocivo infatti per il telespettatore se, anche in minima parte, si riesce a trasmettere un messaggio non solo di bontà del prodotto ma anche di cura nel spiegarlo.

Infine, argomento chiave, è stato quello di cercare di trovare il modo migliore di comunicare il concetto di “Made in Italy” attraverso il turismo che rappresenta una delle risorse più importanti del nostro patrimonio anche per permettere al turista straniero di assaggiare il prodotto fresco direttamente nel territorio di produzione e contrastare il fenomeno disastroso dell’ “Italian Sounding”  (di cui avevo già scritto qui http://www.inwineopinion.com/2018/08/06/tu-vo-fa-il-parmesano-litalian-sounding/ ).

Per il video completo dell’intervento: https://www.youtube.com/watch?v=qkW6MoWYEBw#action=share

 

La prossima settimana in programma ci sarà il Salone del Gusto – Terra Madre #FoodforChange a Torino, quindi stay tuned!

 

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