“DIGITAL FARMING”: le nuove frontiere per i coltivatori 2.0

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Immaginatevi di trovarvi nel deserto, sotto il sole cocente alla ricerca disperata di un’oasi, quando all’improvviso, girate l’occhio e vi trovate di fronte…delle viti!

Stiamo parlando delle celebri alture del Golan, ad Israele, dove si trova una straordinaria coltivazione di vitigni posati su un territorio vulcanico e semi arido.

Sembra assurdo, ma questo “vino del deserto” sta facendosi strada per la sua qualità ottenuta grazie ad una tecnologia modernissima di irrigazione a goccia con acqua proveniente direttamente dal Lago di Tiberiade (l’irrigazione a goccia è una tecnica che consiste nel somministrare in modo molto lento e cadenzato l’acqua direttamente nel terreno) ed è già esempio virtuoso di come la ricerca tecnologia di campo agricolo stia facendo passi da gigante.

 

 

Altri sistemi che hanno permesso di risparmiare notevolmente grandi quantità di acqua sono stati la cosiddetta “desalinizzazione” e il “riciclo delle acque grigie”, quest’ultima in particolare ha consentito il riutilizzo di più dell’80% di acqua non potabile.

Molto interessanti i dati emersi nell’ultima fiera Agritech che si è svolta proprio a Tel Aviv lo scorso maggio: l’agricoltura si stia sempre di più modernizzando attraverso anche strumenti come l’intelligenza artificiale con sistemi atti ad un maggiore controllo della coltivazione ed naturalmente evitare sprechi – i big data e il cloud (per esempio, per il monitoraggio meteorologico da remoto e della crescita delle colture attraverso dei sensori inseriti nel terreno) e il sistema della Blockchain (come spiegato accuratamente sul sito http://www.smartagrifood.it/).

Il tutto attraverso uno smartphone o altri devices collegati alla rete internet.

 

 

Anche in Italia, attraverso il progetto “Agridigit” finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole (http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/ProcANL/ProcANLscheda38578.htm#) verrà potenziata la ricerca digitale legata all’agricoltura.

La questione che interessa maggiormente è la seguente: la nuova agricoltura “smart” permetterà di fronteggiare meglio i cambiamenti climatici che stanno avvenendo e a gestire meglio le risorse?

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