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Il diavolo fa le pentole, i coperchi (e le mani)

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L’ azienda produttrice inglese Moley Robotics (http://www.moley.com/) ha creato la prima cucina che prepara i pasti letteralmente con delle mani robotiche.

Per chi, come me, ha qualche difficoltà (o pigrizia) nel mettersi ai fornelli potrebbe sembrare una svolta epocale: finalmente mentre sono sul divano o davanti al computer, la mia cena degna di un ristorante stellato (basta impostarne la ricetta tramite un touch screen o addirittura il proprio smarthphone) viene predisposta e impiattata.

Nel video di presentazione del prodotto (https://www.youtube.com/watch?v=BSBTCOEdLkA ), viene chiesto alla macchina di cucinare i “Grandma’s spaghetti bolognese”: sorvolando sugli spaghetti con il ragù alla bolognese, la macchina riproduce passo dopo passo con movimenti meccanici e asettici tutta la preparazione e alla fine, tutti allegri, i commensali gustano il piatto perfetto che Hal 9000 ha riprodotto.

Le ricette, secondo quanto riportato sul sito della casa madre, potranno essere scaricate da I- Tunes ma queste saranno soggette a copyright? Il dibattito sul diritto d’autore e della proprietà intellettuale in cucina è aperto già da qualche anno e in Italia ha coinvolto addirittura lo chef Gualtiero Marchesi e il suo celebre risotto allo zafferano con la foglia d’oro.

In merito si era pronunciato anche il Tribunale di Milano con la sentenza n. 9763 del 10 luglio 2013 in cui si condannava una casa editrice per aver copiato e incollato ricette “originali” di un blogger di cucina.

Sarà necessario brevettarle come succede per i prodotti industriali? La questione è ancora da risolvere.

Inoltrandoci in un ambito prettamente filosofico, poi,  se il concetto di artigianalità viene meno, l’intervento della mano dell’uomo si riduce a quello di programmatore?

Il suo know – how, la sua “trasmissione dei ricordi” avverrà tramite una macchina che riprodurrà in maniera seriale le polpette della nonna? Certamente i vantaggi in termini di risparmio di tempo sono notevoli, non c’è dubbio, ma se non strettamente necessari come per chi ha difficoltà motorie per esempio, il prezzo da pagare in termini di difesa della autenticità e della tradizionalità (almeno ancora per l’ambito culinario) è molto elevato.

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