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Montébore: un patrimonio caseario da salvare.

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Montébore. Pochi conoscono il prodotto, riconosciuto come presidio Slow Food, l’origine di questo prodotto e soprattutto chi lo produce.

E’ uno dei formaggi più antichi e rari del mondo composto da una miscela di latte crudo al 70% vaccino e 30% di ovino e la sua storia è davvero curiosa tanto che anche il celeberrimo artista Leonardo da Vinci ne parlò nel 1489.

Egli infatti partecipò in qualità di cerimoniere al banchetto per le nozze di Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona (colei che secondo ultimi studi compiuti sarebbe la modella per il dipinto della Gioconda) avvenute proprio a Tortona, in provincia di Alessandria.

Il genio vinciano lo definì “formaggio a forma di torta nuziale” per la sua fattezza tipicamente a piramide (https://www.vallenostra.com/montebore.html).

La sua storia, che supera i 500 anni, purtroppo sembra stia subendo una battuta d’arresto a causa della scomparsa delle razze ovine atte alla produzione del prodotto che potrebbe estinguersi inesorabilmente lasciando solamente alla memoria dei posteri la conoscenza di questo formaggio a dir poco prelibato.

Come ovviare a questo problema?

Il caseificio Vallenostra di Mongiardino Ligure (Al) da anni si sta attivando con serate (come quella avvenuta il 4 marzo 2019) e sta promuovendo il progetto dal titolo “Salviamo il Montébore: adotta una pecora” che, tramite una cifra compresa tra 70, 100 e 250 euro si potranno scegliere fra diverse opzioni proposte.

Sul loro sito, sarà possibile optare per una delle tre e godersi i loro prodotti fino anche a passare la notte nell’agriturismo gestito dalla famiglia.

Insomma, un servizio lodevole che non solo sarà piacevole per chi lo acquisterà ma anche per cercare di salvaguardare un prodotto centenario.

Non sono i soli fortunatamente che cercano di promuovere e difendere il Montébore: pochi giorni fa, la Condotta Slow Food del Tortonese rappresentata da Monica Cusmano è intervenuta al Parlamento Europeo di Bruxelles per mostrare l’importanza del formaggio e delle relative difficoltà di produzione.

Agata e Roberto del Caseificio Vallenostra

Nelle prossime settimane programmerò una visita alla loro azienda, nel frattempo date un’occhiata alla pagina Facebook della cooperativa Vallenostra https://www.facebook.com/vallenostra.it/ e Instagram: https://www.instagram.com/vallenostra_borbereat/?hl=it per seguire tutte le loro iniziative!

Grazie a Marcella De Vita per le bellissime foto!

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